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Martedì, 30 Novembre 2021
Prove generali di difesa planetaria

Prendere a calci un asteroide: parte Dart, la missione Nasa per "salvare la Terra"

Possiamo deviare un asteroide potenzialmente pericoloso? Per scoprirlo, il 24 novembre, alle 8:20 italiane, parte la missione Dart, che ha l'obbiettivo di schiantare una sonda contro l'asteroide Didymos, e testare così le tecnologie che in futuro potrebbero proteggere il nostro pianeta in caso di incontri ravvicinati con un corpo celeste

Per i prossimi 100 anni dovremmo essere al sicuro: le chance che il nostro pianeta sia colpito da un asteroide di dimensioni sufficienti a provocare catastrofi sono considerate pressoché inesistenti. Questo non vuol dire che la scienza se ne stia con le mani in mano, anzi. Il 24 novembre, alle 8:20 italiane, partirà infatti la missione Dart della Nasa, acronimo di Double Asteroid Redirection Test, un programma che punta a testare la possibilità di difendere la Terra nel caso di futuri avvistamenti di asteroidi potenzialmente pericolosi. Come? È semplice: schiantandoci contro un'astronave per deviarne la rotta quel tanto che basta per risparmiare il nostro pianeta. 

La diretta del lancio

Tra tutte le catastrofi naturali immaginabili, in effetti, l'impatto di un asteroide con la Terra è l'unica che ha qualche chance di essere evitata, muovendosi per tempo. Ma servono conoscenze tecniche e scientifiche che ancora tutte da sviluppare. È per questo che la Nasa ha pensato la missione Dart: capire se siamo in grado di colpire un asteroide con un oggetto di dimensioni sufficienti lanciato dal nostro pianeta, e se questo basterà per alterarne la rotta. 

L'obbiettivo scelto è Didymos, un sistema binario composto da un asteroide maggiore, Didymos, con un diametro di circa 780 metri, e una luna, o satellite, Dimorphos, di circa 160 metri di diametro, che vi orbita attorno. Se tutto andrà come sperato, Dart partirà dalla base di lancio di Vandemberg, in California, a bordo di un razzo Falcon 9 di Space X, e procederà quindi in direzione degli asteroidi, per schiantarsi proprio al centro di Dimoprhos nell'ottobre del 2022, ad una velocità di circa 6,6 chilometri al secondo. 

Con i suoi 500 chili di peso, i calcoli della Nasa prevedono che la nave dovrebbe modificare in modo quasi impercettibile l'orbita della piccola luna, e in questo modo, un poco alla volta, anche quella dell'asteroide principale. Un cambiamento infinitesimale, sufficiente però a spingerlo su una rotta che non intersechi quella del nostro pianeta. E il tutto, sotto l'occhio attento di una piccola astronave completamente made in Italy. 

Si tratta di LiciaCube, un microsatellite realizzato dall'Asi negli stabilimenti della Argotec di Torino, che partirà dalla Terra a bordo di Dart per poi distaccarsene a circa 10 giorni dal rendezvous con l'asteroide, e filmare così in tutta sicurezza l'impatto della nave madre con Dimorphos. A cinque anni di distanza seguirà quindi la sonda Hera dell'Esa, che raggiungerà Didymos per monitorare di persona il cambiamento della sua orbita prodotto dall'impatto di Dart. 

Che la missione si riveli, o meno, un successo, se Dart riuscirà a colpire il suo bersagli si tratterà comunque di un impatto da record. Come hanno fatto notare alcuni astrofisici, la meccanica celeste, cioè l'insieme delle complesse orbite di pianeti, satelliti, comete e asteroidi, è uno dei pochissimi aspetti dell'Universo che ci circonda che ancora non è stato influenzato dalla nostra specie. In questo senso, l'impatto di Dart su Didymos, e il suo conseguente cambio di rotta, rappresenteranno quindi la prima impronta umana sull'eterna e complicata danza in cui sono impegnati tutti i corpi celesti che abitano il nostro Sistema Solare. 

C'è un pezzo d'Italia sulla sonda Nasa che "salverà la Terra dagli asteroidi" 

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