rotate-mobile
Martedì, 30 Novembre 2021
Attualità

Parigi e Londra litigano sui migranti morti nella Manica

Il Regno Unito sostiene che la Francia non stia facendo abbastanza per fermare le partenze, il presidente Macron chiede una riunione di emergenza a livello europeo

La morte dei 27 migranti annegati nel Canale della Manica ha scatenato una polemica tra il Regno Unito a la Francia sulla responsabilità della tragedia e, in generale, della situazione. Le autorità in precedenza avevano affermato che almeno 31 migranti erano deceduti, prima di abbassare la stima. In una telefonata con Boris Johnson ieri sera, il presidente francese Emmanuel Macron ha sottolineato "la responsabilità condivisa" dei due Paesi e ha detto al premier britannico che si aspetta una piena cooperazione e che la situazione non sia utilizzata "per scopi politici".

Ieri Johnson aveva detto che Londra ha "avuto difficoltà a persuadere alcuni dei nostri partner, in particolare i francesi, a fare le cose nel modo in cui pensiamo che la situazione meriti". Il riferimento è al patto stipulato con Parigi con cui Londra si è impegnata a sborsare quasi 90 milioni di euro in cambio del raddoppio dei pattugliamenti della guardia costiera francese, per fermare le partenze, patto che finora non ha dato i risultati attesi. La sindaca di Calais, Natacha Bouchart, ha detto invece che la colpa è degli inglesi e ha invitato Johnson ad “affrontare le sue responsabilità”. “La colpa è del governo britannico. Credo che Boris Johnson abbia, nell'ultimo anno e mezzo, scelto cinicamente di incolpare la Francia", ha detto.

Quando Priti Patel è diventata Segretario di Stato agli Interni di Londra nel 2019, ha promesso di reprimere il traffico di esseri umani. In quell'anno il numero di persone scoperte a provare ad attraversare la Manica era di 1.800. L'anno successivo quel numero era salito a 8.420 e finora quest'anno si attesta già a oltre 23.500. Dopo la tragedia di ieri il presidente Macron ha chiesto "una riunione di emergenza dei ministri europei di fronte alla sfida migratoria" e si e' impegnato a rintracciare i responsabili del traffico di migranti. "La Francia non permetterà che il canale diventi un cimitero", ha detto, chiedendo il "rafforzamento immediato" delle risorse di Frontex, l'agenzia di controllo delle frontiere dell'Unione europea.

Secondo i portavoce di Downing street, nella telefonata Johnson e Macron "hanno concordato sull'urgenza di intensificare gli sforzi congiunti per prevenire queste traversate della morte e di fare tutto il possibile per fermare le bande responsabili di mettere a rischio la vita delle persone". I due leader hanno anche "sottolineato l'importanza di una stretta collaborazione con i vicini del Belgio e dei Paesi Bassi, nonché con i partner in tutto il continente, se vogliamo affrontare il problema in modo efficace prima che le persone raggiungano la costa francese".

Il ministro dell'Interno francese, Gerald Darmanin, ha affermato che i trafficanti hanno la più grande responsabilità per la tragedia e che Paesi come Francia, Regno Unito, Paesi Bassi e Belgio hanno bisogno di "una risposta internazionale, coordinata e molto dura per fermare ulteriori tragedie". "Dobbiamo combattere contro quei criminali nello stesso modo in cui combattiamo contro i terroristi", ha detto.

I tentativi di attraversare il canale con piccole imbarcazioni sono raddoppiati negli ultimi tre mesi, aveva sottolineato Philippe Dutrieux, alto funzionario delle forze marittime francesi della regione, il 20 novembre all'Agenzia France-Presse, spiegando che 31.500 migranti hanno lasciato la costa francese dall'inizio dell'anno e 7.800 di loro sono stati salvati. Dutrieux ha affermato che il traffico di migranti è un'attività redditizia, aggiungendo che le barche possono partire da qualsiasi punto di una costa lunga circa 81 miglia, rendendo difficile per la Francia controllare.

Sullo stesso argomento

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Parigi e Londra litigano sui migranti morti nella Manica

Today è in caricamento