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Martedì, 30 Novembre 2021
La riforma che verrà

Pensioni, la nuova riforma dell'età e la correzione dell'assegno dopo l'allerta della Corte dei Conti

Gli effetti negativi di Quota 100 affliggeranno il sistema previdenziale per i prossimi 20 anni. Ora Corte dei Conti e Bankitalia richiedono correttivi: "Maggiore flessibilità ma con le caratteristiche del sistema contributivo"

Gli effetti di Quota 100 hanno causato una "forte incertezza" nel sistema previdenziale: lo affermano i magistrati contabili della Corte dei Conti che in una memoria depositata in Parlamento dopo l'audizione sulla legge di bilancio danno una valutazione "non è del tutto positiva" delle misure in materia pensionistica contenute nella manovra 2022 che dovrà essere approvata entro fine dicembre. 

La reprimenda dei magistrati contabili colpisce in particolare la pensione per le donne. La proroga di Opzione donna infatti non convince: la Corte dei Conti suggerisce di garantire "un'uniformità di trattamento - ed eventualmente dare maggiore spazio alle considerazioni di genere degli assicurati (uomini o donne) - nell'ambito degli altri istituti di deroga esistenti".

Tra i fattori positivi viene invece indicata la piena adesione al principio contributivo, mentre viene auspicata la proroga dell'anticipo pensionistico con un allargamento della platea. "Occorre garantire una maggiore flessibilità - spiega Enrico Flaccadoro, presidente di sezione della Corte dei Conti - preservando le caratteristiche proprie del sistema contributivo".

Come cambieranno le pensioni

Il problema evidenziato dalla Corte dei Conti è quello di affrontare su base strutturale il tema di come garantire una maggiore flessibilità preservando le caratteristiche proprie del sistema contributivo, il quale allinea le prestazioni ai contributi e determina quindi l'importo in funzione della speranza di vita.

La prospettiva è quella di far convergere gradualmente, ma in tempi rapidi, verso una età uniforme per lavoratori in regime retributivo e lavoratori in regime contributivo puro. È evidente che sia per ragioni di equilibri finanziari che di equità ciò andrebbe fatto prevedendo una correzione 'attuariale' della componente retributiva dell'assegno (ovvero sulla base delle ultime retribuzioni, ndr)), in analogia a quanto avviene per la componente contributiva (ovvero su quanto effettivamente versato, ndr)".

Come si calcola la pensione? Differenza tra metodo retributivo e contributivo 

Anche la Banca d'Italia chiede prudenza per la riforma delle pensioni chiedendo all'esecutivo di estendere i margini di flessibilità in uscita solo dopo ave messo ordine ai conti.  Bene quindi le facilitazioni per far andare in pensioni in anticipo chi svolge mansioni particolarmente dure o è in condizioni di salute precarie. "Quando le pressioni sui conti pubblici si saranno ridotte, si potranno estendere i margini di flessibilità in uscita" spiega Fabrizio Balassone, capo del servizio Struttura economica della Banca d'Italia che fa nota come la strada della riforma pensionistica dovrà tener conto dello stringente legame tra montante contributivo, vita residua attesa al pensionamento e ammontare dell'assegno.

"La necessità di contenere il disavanzo pubblico limita attualmente la possibilità di stanziare risorse ingenti per questo capitolo di spesa, anche in considerazione del suo peso sui conti pubblici, già elevato e in aumento nei prossimi venti anni".

Per questo Bankitalia incoraggia il governo a attuate politiche che facilitino l'occupazione sia delle persone più mature (promuovendo la formazione lungo tutto l'arco della carriera) sia dei gruppi che incontrano maggiori difficoltà nel mercato del lavoro, in particolare i giovani e le donne.

È da un aumento dell'occupazione e della produttività (oltre che dagli andamenti demografici) che dipende l'ammontare di risorse che possono essere destinate al sostentamento degli anziani senza imporre un peso eccessivo su chi lavora".

Pertanto, visto il quadro e lo scenario, la riforma delle pensioni si prospetta in questi termini:

  • nel 2022 si passerà da Quota 100 a Quota 102, mentre verrà prorogata "opzione donna" e allargato il bacino dei lavoratori eligibili all'anticipo pensionistico dell'Ape social;
  • dal prossimo anno inzierà poi un confronto tra Governo e parti sociali per una riforma organica delle pensioni verso una
    • correzione 'attuariale' della componente retributiva dell'assegno;
    • uniformare l'età pensionabili per lavoratori in regime retributivo e in regime contributivo puro.

Questo porterà a un assegno più leggero: come abbiamo già spiegato la pensione calcolata con il metodo retributivo è sicuramente più vantaggiosa rispetto a quella calcolata con il contributivo puro - applicato per i nuovi assunti dal 1° gennaio 1996 - ma il sistema non può reggere. Per questo è scontato che si andrà verso una correzzione dell'assegno pensionistico. 

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