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Martedì, 30 Novembre 2021
Facciamo chiarezza / Giappone

In Giappone contagi bassi nonostante pochi vaccinati? No, le cose non stanno così

Il Paese non ha il 20% di immunizzati come affermato da Massimo Cacciari a "CartaBianca" e neppure il 40% come sostenuto dal giornalista Francesco Borgonovo a "L'Aria che tira". Il numero dei casi è al minimo, ma "l'anomalia" giapponese nasce da lontano

In tv sul Giappone si danno i numeri. Nella puntata di "L'Aria che Tira" (La7) del 18 novembre il vicedirettore de "La Verità" Francesco Borgonovo spiegava che "il quadro che abbiamo davanti è quello di un fallimento" e che sul Covid "nel mondo ci sono dati completamente contrastanti. L'Europa è il continente più vaccinato del pianeta e anche quello che ha più contagi. In Giappone dove sono al 40% di vaccinati ieri (il 17 novembre, ndr) avevano 154 casi e 4 morti". Il filosofo ed ex sindaco di Venezia Massimo Cacciari ha esposto una tesi simile ieri a #Cartabianca, su Rai3. "Si potrà pure sapere - ha affermato - che in Giappone dove i vaccinati sono il 20% hanno risolto" il problema Covid. Nessuna delle due affermazioni sulla percentuale di vaccinati è corretta.

Com'è facile verificare in Giappone il 77% per cento della popolazione ha infatti ricevuto entrambe le dosi, mentre il 2% è in attesa della seconda.

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Vero è invece (come sembrano suggerire sia Cacciari che Borgonovo) che a differenza di quanto accade in altri Paesi europei dove il tasso di vaccinazione è simile, in Giappone i contagi restano bassi. Ieri il ministero della salute ha comunicati 50 nuovi casi di coronavirus (su una popolazione di 125 milioni di persone) e due decessi causati dal virus, mentre il numero dei pazienti ricoverati in gravi condizioni è di 62. A Tokyo, il governo metropolitano ha confermato 6 nuovi contagi, il numero più basso del 2021, con una media settimanale in calo del 25,7%.

Perché il Giappone riesce a contenere meglio l'epidemia

L'anomalia del Giappone però viene da lontano. In tutto il Paese ha registrato solo 18.349 morti dall'inizio della pandemia (dati Worldometers) su una popolazione che è oltre il doppio di quella italiana. Sul perché i giapponesi siano stati capaci di contenere così bene l'epidemia sono state formulate varie ipotesi. La causa principale potrebbe risiedere nei comportamenti individuali: gli abitanti, già abituati a indossare la mascherina ben prima che arrivasse la pandemia, avrebbero semplicemente rispettato le norme igienico-sanitarie raccomandate dalle autorità. Al successo Giappone potrebbe inoltre aver contribuito un efficace sistema di tracciamento dei contatti e un controllo rigoroso degli ingressi nel Paese. 

Appena è stato possibile (in ritardo rispetto a Stati Uniti ed Europa) i giapponesi sono corsi a vaccinarsi in massa. Ed ora hanno anche un'altra arma contro il virus. Nonostante ciò non manca chi ha provato a spiegare questa storia di successo ricorrendo a teorie complottiste. Il sito di debunking Facta segnala che già a fine ottobre era apparso sul portale Database Italia un articolo dal titolo:  "Il Giappone abbandona la campagna vaccinale e passa all'Ivermectina. Il Covid sparisce in meno di un mese". Ovviamente si trattava di un'informazione completamente falsa, spacciata per la solita verità "che nessuno racconta". A quanto sembra sul Giappone continuano a circolare notizie non del tutto corrette. 

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