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Martedì, 30 Novembre 2021
Climate change

In 10 anni aumentano gli eventi estremi, 14 le aree più colpite

Lo rivela il Rapporto dell'Osservatorio CittàClima 2021 di Legambiente, sottolineando che negli ultimi 10 anni si sono registrati ben 1.118 eventi meteorologici estremi

L'iItalia è sempre più colpita da eventi meterologici estremi: piogge intense, grandinate, trombe d'aria, alluvioni e caldo record. Lo rivela il Rapporto dell'Osservatorio CittàClima 2021 di Legambiente, sottolineando che dal 2010 al 1° novembre 2021 si sono registrati ben 1.118 eventi meteorologici estremi. Di questi 133 solo nell'ultimo anno, con un incremento del 17,2% rispetto alla scorsa edizione del rapporto.

Il maltempo ha interessato in tutto 602 comuni, 95 in più rispetto allo scorso anno (quasi +18%): 261 le vittime, 9 solo nei primi dieci mesi del 2021. Nello specifico si sono verificati 486 casi di allagamenti da piogge intense, 406 casi di stop alle infrastrutture da piogge intense con 83 giorni di stop a metropolitane e treni urbani, 308 eventi con danni causati da trombe d'aria, 134 gli eventi causati da esondazioni fluviali, 48 casi di danni provocati da prolungati periodi di siccità e temperature estreme, 41 casi di frane causate da piogge intense e 18 casi di danni al patrimonio storico.

Roma la città più colpita dal maltempo

Le aree più colpite della nostra penisola sono 14, specifica il rapporto realizzato con il contributo del Gruppo Unipol e la collaborazione scientifica di Enel Foundation. Roma la città più colpita con 56 eventi (soprattutto allagamenti), 9 solo nell'ultimo anno. Seguono Milano e Bari.

Zanchini, vicepresidente di Legambiente, esorta il governo a prendere decisioni

"Lo scenario di intensificazione dei fenomeni meteorologici estremi descritto dal nuovo Rapporto dell'Osservatorio CittàClima - dichiara Edoardo Zanchini, vicepresidente di Legambiente - impone al nostro Paese di prendere decisioni non più rimandabili, in grado di evitare che gli impatti siano ancora più rilevanti. Quello che la mappa e i dati del rapporto CittàClima mettono in evidenza è che i territori non sono tutti uguali di fronte a questi fenomeni, in alcune aree del Paese si ripetono con più intensità e creano maggiori danni e, dunque, occorre che siano le priorità delle politiche di adattamento. Oggi non è così, perché il nostro Paese non ha un piano che individui strategie e interventi più urgenti, per cui il rischio è che anche le risorse del Pnrr siano sprecate.
Siamo rimasti gli unici in Europa in questa situazione, pur essendo uno dei Paesi che conta i danni maggiori. Per questo dobbiamo valorizzare i sistemi di analisi, le competenze e le tecnologie di cui disponiamo per monitorare gli impatti e per comprendere come ripensare gli spazi delle città, in modo da mettere in sicurezza le persone e cogliere questa opportunità per renderli anche più vivibili".

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